Alberto Tavazzi. Lo studio di S. Nicola da Tolentino

BIOGRAFIA

Alberto Tavazzi
Roma 1912-2006

Alberto Tavazzi

Artista romano dai mille interessi: scenografo, attore, architetto d'interni e pittore

1912–1924
1912–1924
L'INFANZIA Alberto Tavazzi nasce a Roma il 25 marzo 1912, secondo di otto figli, da Pacifico Guido Tavazzi e Domitilla Jandolo, entrambi appartenenti a famiglie di noti antiquari romani.
La sua vita è, fin dall'inizio, intrisa di arte e cultura a cominciare dall'incontro con il Maestro Armando Spadini, ospite con la famiglia nella villa Villegas Tavazzi ai Parioli proprietà di suo nonno, per continuare con l'aiuto dato a suo padre nella sua attività di antiquario e profondo conoscitore di arte.
1925–1933
1925–1933
GLI STUDI SUPERIORI Nel 1925 deve abbandonare gli studi classici al Collegio Nazareno di Roma al terzo ginnasio a causa dei problemi finanziari del padre rimasto mutilato durante la prima guerra mondiale. Viene assunto come apprendista nel restauro presso lo studio del pittore Luigi Cicerchia ma parallelamente prosegue gli studi frequentando i corsi serali dell'Istituto Alessandro Volta e successivamente i corsi della scuola serale Arti Ornamentali. Nel 1932 si iscrive al quarto anno del Liceo Artistico di Roma dove consegue la licenza.
Nel 1933 partecipa al Concorso Nazionale Insegnanti di Disegno negli Istituti Medi Superiori ottenendo l'abilitazione essendosi classificato 13° su 1800 concorrenti. Inizia un'attività didattica nel suo studio di Roma che proseguirà poi a Bari e a Londra.
1933–1935
1933–1935
GLI STUDI UNIVERSITARI Si iscrive alla Regia Scuola di Architettura effettuando il tirocinio come disegnatore di architettura e scenografia nello studio dell'architetto Accademico d'Italia Armando Brasini e in quello dell'Ing. Pietro Aschieri. Contemporaneamente frequenta l'Accademia Inglese, corsi serali dal modello vivente e, successivamente, i corsi serali presso l'Accademia di S. Luca a Roma.
Nel 1935, dopo essere stato fermato dalla polizia perché presente al momento dell'arresto di un suo amico, compagno di sport e antifascista, deve interrompere la sua frequenza alla Scuola Superiore di Architettura di Roma.
1936–1939
1936–1939
IL CINEMA PRIMA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE Nel 1936 gli sono affidate le scene per il film “Equatore”, regia di Gino Valori, e nel 1937 per il film “Terra di Nessuno”, regia di Mario Baffico, le cui scene sono state esposte alla IX Triennale di Milano del 1951. Negli anni successivi lavora alla scenografia per il film “Mare”, regia di Mario Baffico, per il film “L'uomo della legione”, regia di Romolo Marcellini, ed infine per il film “Incanto di mezzanotte”, regia di Mario Baffico, in collaborazione con Guido Raimondi.
1940-1943
1940-1943
DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE NELL'EGEO Richiamato alle armi nel 1940, è inviato in Egeo dove esegue due decorazioni parietali nella mensa ufficiali di Asguro a Rodi. Viene trasferito al Comando Artiglieria da Posizione che lo invia in missione fotografica sia a Castelrosso, Kastellorizo, che a Creta dove documenta il lebbrosario nell'isoletta di Spinalonga.
1940-1943
1940-1943
DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE Nel 1942 è protagonista de “L'uomo dalla croce” di Roberto Rossellini, partecipa al film come attore protagonista e con le mansioni di aiuto regista e scenografo. Prende parte poi nel 1943 al film “Nessuno torna indietro”, regia di Alessandro Blasetti, come arredatore, aiuto regista ed attore ed al film “Lettere al sottotenente”, regia di Goffredo Alessandrini, come attore.
1943-1944
1943-1944
DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE Dopo l'8 settembre viene posto in licenza illimitata e, sapendosi ricercato dai tedeschi, unitamente al fratello Giovanni, passa le linee guadando il fiume Garigliano sotto Monte Cassino.
A fine 1943 è assegnato al Comando Supremo a Brindisi, e poi con Goffredo Alessandrini a Bari dove collabora a Radio Bari. Nel 1943/44, unitamente al pittore Piero Zuffi, realizza le scene con le quali la Compagnia Polacco, “Italian Play Company”, riapre il “Piccinni” di Bari, “primo teatro dell'Italia libera” e apre lo studio del ritratto, dove esegue centinaia di ritratti a militari alleati.
1944-1949
1944-1949
ALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE Nel giugno 1944 ritorna a Roma, riapre lo studio in Via S. Nicola da Tolentino 72 e ricomicia la sua attività di architetto progettando e dirigendo la ristrutturazione di Villa Svezia in Via Tre Orologi e della attigua casa di Axel Munthe.
Nel 1944 su invito di Roberto Rossellini, lo aiuta a portare a termine il film “Roma Città Aperta”, indossando l'abito talare e dirigendo personalmente Aldo Fabrizi nella scena della fucilazione.
Nell'estate 1945 è a Cortina d'Ampezzo, ospite della Contessa Marcello Matarazzo di cui esegue il ritratto e contemporaneamente dipinge molti paesaggi della zona.
1944-1949
1944-1949
ALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE A LONDRA Nel 1947 si trasferisce a Londra dove, nello studio di South Kensington a Pelham Street, si dedica alla pittura sia con l'insegnamento che eseguendo paesaggi e ritratti tra i quali Sergio Romano e Carla Fossati Bellani. Invitato, espone nel 1949 alla St. George's Gallery di Grosvenor Street.
Anni 50
Anni 50
IL PITTORE Torna a Roma nel 1949 e, invitato da Irene Brin e Gaspero Del Corso, tiene a marzo del 1950 una mostra personale alla Galleria dell'Obelisco di Roma in Via Sistina.
Partecipa alla Esposizione Nazionale di Arti Figurative nel 1950 al Palazzo delle Esposizioni e nel 1954 espone alla galleria La Fontanella di via del Babuino e nel 1954, e nuovamente nel 1955, alla Galleria delle Carrozze.
1950
1950
IN AMAZZONIA Per la sua esperienza cinematografica e di pittore è invitato nel 1952 da Pietro Mele a prendere parte, unitamente a lui ed al pilota Comandante Enrico Meille, alla Spedizione Italiana in Amazzonia, in onore di Francesco Matarazzo. La spedizione risale il Rio delle Amazzoni dall'Atlantico al Pacifico e viene documentata dagli articoli di Meille, dalle fotografie di Mele, dal documentario “Rio Pacaya” di Mele e Tavazzi e dai numerosi acquarelli di Tavazzi.
GLI ANNI 50
GLI ANNI 50
L'ARCHITETTO - ARREDATORE Unitamente alla Hon. Mrs. Taffy Rodd apre lo studio “Il Mascherone” in Via Giulia come interior decorator. Nel 1951 esegue ristrutturazione ed arredamento in casa del Conte Tavo Lovatelli e dell'On. Max Harari, nel 1953 lo studio personale di Mr. Henry Luce, proprietario di Time-Life, la casa di Mr. Robert Neville, direttore per l'Italia delle stesse riviste, la sistemazione e parziale arredo della Villa Taverna in Roma per conto dell'Ambasciatore USA Clare Booth Luce e nel 1954 la trasformazione ed arredamento dell'appartamento di Valentina Cortese e suo marito Richard Basehart.
Nel 1953 progetta la sistemazione architettonica dell'Agenzia Sicilia in Via Bissolati a Roma per l'Ente della Regione Siciliana, nel 1955 viene invitato dall'Alitalia a progettare gli uffici di rappresentanza nel Kenya a Nairobi, nel 1956/7 progetta nel Kenya il Seminario Maggiore per l'Africa Centrale e nel 1958 l'Agenzia dell'Alitalia a Napoli.
GLI ANNI 50
GLI ANNI 50
LO SCENOGRAFO Nel 1950 progetta ed attua per il Maestro Perosi l'adattamento dell'ambiente e la sistemazione delle luci per i concerti a Subiaco, Spoleto, Orvieto e nel 1951 la progettazione e direzione artistica dei lavori di copertura della platea e dei gradini per il concerto al Colosseo a Roma.
Nei medesimi anni prosegue la sua attività di scenografo nei film “Sette ore di guai”, regia di Vittorio Metz e Marcello Marchesi, “Totò e i re di Roma”, regia di Steno e Mario Monicelli, “L'eroe sono io”, regia di Carlo Ludovico Bragaglia, “Il tallone di Achille”, regia di Mario Amendola e Ruggero Maccari, “Lo spadaccino di Siena”, regia di Mario Girolami e “La contessa scalza” in collaborazione con Arrigo Equini, regia di Joseph L. Mankiewicz.
Nel 1958 è invitato dalla Metro-Goldwyn-Mayer come Art Director per il film “Ben Hur” ed assegnato alla II° Unità (esterni), inviato in Tripolitania e poi in Israele, dove rimane vittima di un incidente che sino al 1971 gli ha precluso le sue normali attività.
GLI ANNI 60
GLI ANNI 60
I RICONOSCIMENTI Nel 1967 viene nominato Commendatore dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme per i suoi meriti. Nel 1968 gli viene conferita in Campidoglio la nomina ad Accademico Tiberino a riconoscimento delle sua opera a favore delle Missioni in Africa e per l'attività di pittore, arredatore e scenografo. Nel 1969 viene nominato socio benemerito della Primaria Società Cattolica Promotrice di Buone Opere in Roma per la quale ha effettuato il restauro dei dipinti della Cappella della Madonna dell'Archetto, opera del Brumidi.
1971-2006
1971-2006
GLI ULTIMI ANNI Riprende la sua attività di pittore esponendo i suoi quadri nella Galleria dell'Obelisco a Roma, Via Sistina, partecipando nel 1990 alla mostra “Omaggio a Roma” alla Galleria La Pigna, nella strada omonima, ed a numerose altre mostre collettive.
Continua nel suo appassionato impegno nel mondo dell'arte come vicepresidente del consiglio generale dell'Associazione Scenografi e Costumisti, partecipando alla vita artistica di Roma, guidando i giovani pittori.
Si ritira infine a vita privata dividendosi tra Vagliagli, nel Chianti senese, e Roma dove muore il 22 aprile 2006.